Me cago en la puta... - Madrid report [Day 3]
Compleanno di Neda, la migliore amica Erasmus tedesco-turca di Silvia. Erano compagne di casa all'inizio ed hanno mantenuto ottimi rapporti anche dopo il cambio di casa di Silvia, nonostante mille disavventure. La mattina cerchiamo di muovere il culo ad un orario almeno decente per tornare per pranzo (ossia le 3 di pomeriggio, a Madrid c'è il fuso orario costitutivo come vi renderete conto lungo il racconto). Dobbiamo cercare un altro regalo, la scelta cade su un completo intimo preso da Intimissimi. Ne approfittiamo per fare un primo giro in centro. Puerta del Sol. Ci sono lavori in corso, ma la statua dell'Orso con il Madroño (albero che dà il nome alla città e segna l'origine di tutte le strade nazionali che partono da Madrid) ne è esente.

Arriviamo alla Gran Via, la percorriamo in direzione calle Libertad, in cerca di un ristorante messicano dove festeggiare il compleanno. Arriviamo, e l'insegna vale da sola la prenotazione.

Si fa tardi, corriamo a casa. Alle 3 siamo a casa e poco dopo arriva il secondo ospite del weekend. Simone arriva direttamente da 5 ore di autobus da Granada. Rivederlo dopo 4 mesi mi fa enorme piacere. Ovviamente ha una fame della madonna, e prepariamo un mezzo chilo di trenette al pesto e parmigiano tanto per gradire. In casa di cucina spagnola meglio non parlare, con un'italiana in casa il cibo è rigorosamente nostrano.
Il pranzo, tra chiacchiere su laboratori da non frequentare, soggiorni prolungati in Spagna senza dimora e viaggi della speranza in Marocco, si protrae fino alle 5 e mezza. Il pomeriggio rischia allegramente di andare a puttane. Quindi ci sbrighiamo e muoviamo verso il Parque del Buen Retiro.



Il parco in questione è davvero enorme. Quanto a bellezza niente a che vedere col Parc Guell a Barcellona, naturalmente, ma non è per niente male. Lago artificiale grandissimo con monumento incorporato, il Palazzo di Cristallo e tantissimo verde. L'ideale per prendere il sole. Peccato si siano fatte le 7 passate e il sole ormai ci ha mandato a cagare. Ripieghiamo sul fattore THC, e Simone si adopera alla sua prima confezione regalo.


Abbandonato il Buen Retiro si torna a casa, e ci si prepara al messicano. Alle 10 e un quarto arriviamo con un palloncino di Calimero decorato con la frase "Cicileu? Jeu!" (gli anflofoni capiranno). Quel palloncino ha una storia. Prima di sceglierlo al Corte Inglés, Simone ha fatto strage di un povero esemplare, spezzando sbadatamente l'asta e mostrandoci il malefatto di fronte a una cassiera piuttosto sconcertata. Il tutto dopo una ricerca inutile di candeline ad asta per la torta, che puntualmente troviamo nel negozio cinese sotto casa.
La cena messicana è davvero molto buona, non molto piccante ma saporita, anche se un pò costosa. Tortillas, Nachos con Guacamole, Pollo con una salsa strana, Alambre (vitello) con formaggio, Coronita (la cerveza Corona messicana) , tutto rigorosamente spartito tra i 7 commensali, tra cui spicca la new entry Alfredo, ragazzo galiziano che ha fatto l'Erasmus a Milano e sfodera una maglietta inequivocabile: "La polizia s'incazza". I discorsi inevitabilmente vanno dopo un pò a finire sulla politica italiana, e mi rendo conto dell'ottimo prestigio internazionale del governo attuale, inferiore forse solo ai regimi franchisti e fascisti. Nel frattempo Imanol il basco si incazza pensando alla Lega e si consola cercando di impezzare la cameriera messicana. Chupito finale di tequila (così grande da essere praticamente doppia tequila). Conto: 22 euri. La tentazione di scappare è alta, ma impavidi regoliamo il debito. E nel frattempo imparo nuove parole: Polvo (scopata), Coño (figa), Poya (cazzo), me cago en Dios (porco D**). Che bravo scolaro che sono. Usciamo e siamo di nuovo su Gran Via, che di notte è bellissima.
Da sx a dx: Silvia, Tim Dropday, Alfredo, Simone, Sare, Neda, Imanol
Imanol e la cameriera messicana

La serata prende improvvisamente una piega inaspettata. Il gruppo mi conduce davanti a un bar bellissimo, il Costello, quartiere Sol. Il piano terra è arredato in modo spettacolare, è in corso un dj set di musica surf e beach anni '60-'70. Ma il bello viene dopo. Scendiamo al piano inferiore e l'ambientazione è familiarissima. Sembra una versione più pulita ed ordinata del Millennium, una cantina con volta murata a botte, calda da morire ma aerata a sufficenza per evitare il soffocamento. Si può fumare ma non si forma la cappa opprimente omicida. La musica, invece, sembra presa dalle migliori serate del Covo. Beat, mod, punk '70, new-darkwave '80, britpop '90, superindie '00. Vado a casaccio ma cito qualche canzone: You Really Got Me - Kinks, Town Called Malice - Jam, i Ramones, Blue Monday - New Order, Parklife - Blur, There She Goes - La's e poi C'mere - Interpol, Franz, Kaiser, Bloc Party, Editors, Babyshambles, Dancing Shoes - Arctic Monkeys, Yellow Country Teeth - CYHSY, Rebellion Lies - Arcade Fire, e molto altro. La cosa che mi stupisce è che il dj non mette per forza le canzoni più inflazionate, ma azzecca puntualmente il ritmo della serata proponendo una playlist originale e spaventosa. L'altra cosa che mi apre il cuore è vedere che anche nel nostro gruppo non sono il solo a cantare le canzoni a squarciagola: Alfredo mi accompagna, ed anche Imanol. Sare, la ragazza tedesca, balla convinta. Il senso di alienazione ormai è completamente sparito e mi godo la serata a pieno. Il locale top della trasferta spagnola.

Neda, Silvia e Sare (accecata dal flash)La serata non sarebbe finita qui: a due passi dal Costello c'è la Sala El Sol, localone a detta di molti spettacolare, dove gli Strokes hanno suonato il loro secret gig spagnolo di dicembre. Sono le 4, ma la fila è lunghissima. Si ripropone ai miei occhi la scena del Razzmatazz di Barcellona (un altro locale rock da urlo) a fine luglio, dove con 30 gradi e alle 4 e mezza noi uscivamo dal locale strapieno e la fila per entrare era impressionante. In questo la Spagna è un altro mondo, non c'è niente da fare. Ci guardiamo e decidiamo di tornare a casa. Prima serata di pernottamento in tre nella singola di Silvia, un letto a una piazza e mezzo e un materasso.


































































